La vendemmia

La vendemmia

La vendemmia 2020 si è ufficialmente conclusa, come ogni anno, è il momento in cui si raccolgono i frutti di un lavoro lungo un anno.

Come ottenere un buon vino

segreti per ottenere un buon vino DOP dei Colli di Rimini sono pochi e semplici: per prima cosa è fondamentale raccogliere uve sane e al giusto grado di maturazione poi, in cantina, adottare tecniche rispettose della materia prima e cercare di non rovinare quello che la natura ci mette a disposizione.

A parole sembra facile, nella realtà è tutto tremendamente complicato. Per prima cosa l’uva fin quando è attaccata alla vite deve essere protetta contro tanti nemici: funghi e insetti dannosi, eccesso di pioggia, siccità, grandine, vento forte, colpi di calore e scottature. Queste avversità possono manifestarsi nell’arco di mesi e, a volte, a pochissimi giorni dalla raccolta, vanificando così tutto il lavoro svolto.

Campionamenti e assaggio dell'uva

Fiduciosi che l’uva sia arrivata sana e bella, verso la metà del mese di agosto si iniziano a fare campionamenti settimanali prelevando circa 200 acini per ogni vigneto. Gli acini poi vengono spremuti e il succo ottenuto analizzato, per verificare il tenore in zuccheri, l’acidità e il pH. Molto importante è anche l’assaggio dell’uva. In particolare, si valuta la presenza di note floreali tipiche del vitigno e il grado di maturazione dei vinaccioli (i semi contenuti negli acini). Nei semi dell’uva sono presenti molti tannini alcuni amari e astringenti che è bene siano assenti al momento della pigiatura.

Nelle ultime settimane prima della raccolta un’alternanza tra giorni caldi e notti fresche migliora la maturazione e la presenza nel frutto di aromi e profumi tipici del vitigno.

La vendemmia

Quando le analisi e l’assaggio ci dicono che l’uva è al giusto grado di maturazione si dà il via alla vendemmia ma anche in questa fase, per ottenere un ottimo vino, è necessario fare le scelte giuste. In primo luogo: la raccolta va fatta nelle ore più fresche della giornata, quindi appena c’è luce a sufficienza. La raccolta ovviamente deve essere manuale e si coglie solo uva sana, integra, senza tracce di marciumi. I contenitori nei quali si deposita l’uva non devono essere troppo grandi per evitare che gli acini si schiaccino sotto il peso dei grappoli e si formi mosto che inizia a fermentare in campo. Nella nostra cantina le uve sono depositate in una cella frigorifera e pigiate solo quando sono a una temperatura di 5/7 °C. La lavorazione delle uve a bassa temperatura consente di preservare nel vino i profumi tipici del vitigno.

Pigiatura e fermentazione

La pigiatura deve essere delicata e, per conseguire un buon risultato, si utilizza una pressa soffice che permette di ottenere un “mosto fiore” di ottima qualità. In questa fase da 100 Kg di uva si ottengono circa 50 litri di mosto. Una volta in cisterna il mosto inizia la fermentazione sempre a temperatura controllata che per i bianchi significa mai oltre i 18°C e per i rossi attorno ai 25°C.

Tutto questo sembra semplice ma in realtà ogni fase di lavorazione dal campo alla cantina racchiude insidie che possono rovinare il vino e vanificare le fatiche del vignaiolo. Mentre il mosto fermenta e poco alla volta diventa vino, molto altro lavoro deve essere fatto prima di poterlo versare in un bel calice. Delle fasi di vinificazione ulteriori scriveremo nei prossimi mesi, per ora possiamo dire che il vero segreto per ottenere un eccellente vino DOP dei Colli di Rimini è racchiuso in poche parole: natura, fatica, competenza, passione.