Smielatura 2020: dall'arnia ai vasetti

Smielatura 2020: dall'arnia ai vasetti

A fine primavera e in estate, quando i fiori sono nel loro massimo vigore, le api raccolgono nettare in abbondanza per nutrirsi e i melari si riempiono di quello che producono in eccedenza al loro sostentamento e a quello della famiglia. Solo per darvi la misura del loro lavoro: una sola ape succhia il nettare da circa 7000 fiori e sono necessarie quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele.

Il prelievo del miele: le fasi

Prelevare il miele dai melari richiede attenzione. Innanzitutto occorre individuare il periodo migliore per farlo. Quello giusto è quando i tre quarti delle celle sono chiusi. A quel punto i melari vengono trasportati con cura nel luogo in cui avviene la smielatura.

La prima fase è la disopercolatura, ovvero quando vengono eliminati gli strati di cera d'opercolo, quella più pura, che chiudono le celle contenenti il miele. Questa operazione viene eseguita su un banco in acciaio inox con una griglia che trattiene la cera d'opercolo e lascia filtrare il miele.

Si passa poi alla centrifugazione, tramite una centrifuga in acciaio inox. I telaini vengono inseriti all'interno e si fanno girare, prima lentamente e poi più velocemente. In questo modo il miele riesce a fuoriuscire completamente dai favi. Affinché non si perdano le proprietà del miele, la centrifugazione viene eseguita “a freddo”, ovvero a temperatura ambiente.

C'è poi la filtrazione, che serve per rimuovere i residui di cera e, infine, la decantazione. Quest'ultima fase dura un paio di settimane, durante la quale il miele – all'interno del maturatore – viene “purificato” da eventuali residui, che salgono a galla oppure si depositano sul fondo. Una volta terminata, resta la schiumatura, dove vengono tolti i residui, e l'invasettatura del miele.

La smielatura è il momento in cui, per la prima volta dopo mesi, si può toccare il frutto del proprio lavoro. Ma è anche quello in cui ci si prende cura dell'alveare e delle famiglie di api.

Il miele 2020

Quella del 2020 è un'ottima annata per il miele di tarassaco e il millefiori primaverile. Nella nostra zona, quella di Rimini, i dati sono positivi: buone le quantità e qualità alta.
La paura era che si ripetesse una stagione come quella dell'anno scorso quando, a causa di una primavera fredda e piovosa, la smielatura era stata scarsa. A risentirne un po', quest'anno, è stato il tiglio, che ha sofferto delle piogge insistenti nel periodo della fioritura.

 

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