La Riccionina, la storia di due fratelli e della passione per la piadina artigianale

La Riccionina, la storia di due fratelli e della passione per la piadina artigianale

La Riccionina è un laboratorio di piadina artigianale romagnola nato nel 2013 a Riccione dalla passione di due giovani fratelli per l’artigianalità e le cose fatte come una volta. Gli stessi valori alla base di Gusto Rimini. Ecco che allora non potevano non diventare partner del nostro progetto di valorizzazione dei prodotti tipici di Rimini e siamo andati a trovarli per raccontarvi la loro storia e il loro lavoro.

Il laboratorio artigianale si trova a pochi passi dal mare, all’interno del Bogart Cafè di Riccione. Basta affacciarsi a una delle vetrate per vedere la signora che prepara a una a una le palline di piada e sentirne l’inebriante profumo. Ci sediamo. Elisa e Francesco sono giovanissimi ma dimostrano fin dalle prime battute una grande esperienza e soprattutto una speciale dedizione per questo lavoro, per la piadina, per la tradizione seppur con lo sguardo ben attento al presente.

Come è nata La Riccionina?

F: È stata un’avventura. Avevamo già esperienze nel settore del turismo e quando abbiamo deciso di aprire un’attività sapevamo che dovevamo anche scegliere un’identità. Abbiamo così deciso di puntare sulla piadina intesa come prodotto tradizionale, ma per tutti e di tutti. Doveva essere prodotta artigianalmente e sempre fresca di giornata. E poi volevamo una ricetta essenziale, come una volta, senza conservati o additivi. Del resto, anticamente era il pane dei poveri e anche oggi, nonostante siano nate le piade gourmet, questo prodotto continua a richiamare l’idea di convivialità e semplicità. È il sedersi intorno al tavolo e mangiare insieme un pezzo di piada. Niente di più elementare.

Come è nata la vostra ricetta?

F: Elisa è il cuore e l’anima della piadina La Riccionina. Lei ha cercato la ricetta, ha selezionato le materie prime e continua a provare per migliorare sempre di più la preparazione.

E: Io sono vegana quindi siamo partiti da una proposta che andasse bene per tutti e non precludesse l’alimentazione di nessuno. Inoltre crediamo che si possa mangiare bene, sano e in modo genuino anche senza usare per forza ingredienti di origine animale. È vero, qui a Riccione e in Romagna siamo molto legati alla tradizione però è anche vero che un buon prodotto deve essere legato al tempo storico in cui vive. Oggi certe materie prime non sono più necessarie e, anzi, c’è un’attenzione maggiore all’alimentazione e alla salute. La piadina de La Riccionina è quindi una piadina sottile, all’olio disponibile nelle varianti piadina classicaintegraleal kamutal rosmarino

Anche tu Francesco sei vegano?

F: No, io mangio tutto, non ho problemi, ma questa ricetta mi ha convinto perché mangiando questa piada sento i sapori di tutti gli ingredienti e me li gusto. E poi digerisco più facilmente. Molti pensano che per dare sapore alla piadina siano necessari lieviti, bicarbonato, strutto, latte… ma non è così e ve lo possiamo dimostrare ogni giorno, facendo le piadine davanti ai vostri occhi.

Cosa significa “piadina artigianale” per voi?

F: Significa tante cose. Prima di tutto l’impasto è calibrato di volta in volta a seconda dell’umidità dell’aria, dello specifico lotto di farina, ecc. Con l’esperienza che hanno Elisa e le altre persone che lavorano in laboratorio, basta toccare l’impasto per capire se quel giorno bisogna aggiungere più acqua, per esempio. Le palline, le porzioni di impasto vengono poi fatte tutte a mano…

E: A volte le sogno anche di notte (ride).

La riccionina

F: Le piadine vengono poi raffreddate sul marmo e imbustate a mano in packaging 100% riciclabile. Tutto è fresco di giornata, non abbiamo niente di pronto. Il cliente può seguire la lavorazione visto che il laboratorio è a vista e, in caso di quantitativi importanti, abbiamo bisogno di ricevere l’ordine con qualche giorno di anticipo. Anche le piadine ordinate attraverso Gusto Rimini vengono preparate sul momento. E poi, ci teniamo a ribadire, che le nostre piade hanno solo quattro ingredienti. Anche nel caso della piadina integrale, non aggiungiamo latte o altro per renderla più morbida, ma raccontiamo che è un prodotto con caratteristiche diverse per natura. Per questo consigliamo di stare attenti alla cottura perché si cuoce prima.

E: Tanti ci chiedono la ricetta ma poi a casa non gli viene uguale perché, come in tutti i prodotti artigianali, è l’esperienza, la mano a fare la differenza. Pensate che c’è una signora specializzata nel suddividere le palline di piada e se, per qualche motivo, un giorno le fa qualcun altro esce una piadina diversa.

Come consigliate di cuocere la piadina La Riccionina?

F: Sappiamo che tanti usano il microonde, il forno, il grill per fare i toast, ecc. Noi suggeriamo di fare come facciamo qui ovvero la stendiamo semplicemente su una padella o un testo bollente e cuociamo per 30 secondi. È sottile quindi non è necessario girarla. A questo punto si farcisce, si chiude e si mangia. Ecco preferiamo condirla sul testo perché se la si mette sul tavolo o su un piatto si raffredda e perde un po’ il gusto.

E che cosa consigliate per le farciture delle piadine? Quali abbinamenti vanno di più nel vostro locale?

F: La piadina è un prodotto versatile e anche noi ci divertiamo a creare combinazioni nuove a ogni stagione. Detto questo, una di quelle che va di più è quella con i fichi caramellati e lo squacquerone, che abbiamo chiamato romagnola. In generale, chi è della zona punta alla salsiccia, al crudo o al sardoncino, mentre, per esempio, i milanesi preferiscono la mortadella oppure l’accoppiata prosciutto cotto e fontina. La cosa bella è che il locale ci dà la possibilità di dare consigli e ci piace vedere che i nostri clienti si fidano e si affidano soprattutto in un momento disgregatorio come questo. E allora vi diamo un’altra golosa idea: provate la nostra piadina al rosmarino alla vostra prossima grigliata. Accompagna meglio la carne della ricetta classica oppure può essere protagonista di un aperitivo alternativo con dello speck e della coppa.