Birra agricola, quando possiamo definirla tale

Birra agricola, quando possiamo definirla tale

Le tecniche produttive della birra non sono cambiate radicalmente nel corso degli anni, pur essendo cambiate le macchine e le tecnologie e una maggiore attenzione alla salubrità degli ambienti.
Il processo per ottenere una birra pronta al consumo è costituita da molteplici fasi di preparazione del mosto. Esso è composto di elementi basici come l’acqua, il luppolo, il malto d’orzo e il lievito.
Il mescolamento di tali elementi nei diversi dosaggi e l’aggiunta di svariati aromi permettono la composizione di differenti tipologie di birra.
Le fasi principali possono essere sintetizzate in questo modo: macinazione del malto, ammostamento, filtrazione, bollitura e luppolamento e infine raffreddamento, ossigenazione, fermentazione e infine maturazione.
La birra agricola necessita di diverse lavorazioni perché possa essere definita tale.

Birra agricola, la nascita di tale denominazione

Andiamo a scoprire cosa si intende quando vediamo la dicitura “Birra agricola” presente su un’etichetta.
La denominazione di birra agricola è un termine che solo in tempi recenti si è andato a definire e regolamentare. L'idea è simile a quella che riguarda le case vinicole, un agricoltore che nelle proprie vigne coltiva uva che andrà destinata alla produzione vinicola può anche produrre e commercializzare il medesimo vino.

L’auto produzione alla base del concetto di birra agricola

Questo concetto di auto produzione è stato regolato anche per altre colture tra le quali l’orzo e il luppolo e di conseguenza anche la birra.
Per potersi dire birra di origine agricola le aziende devono seguire precise rigide normative, inoltre la percentuale di materia prima prodotta dagli agricoltori che vantano questo marchio, dovrà sempre essere superiore al 51%. Ottenere il miglior risultato possibile dalle colture con l’impiego delle migliori tecnologie vigenti è una prerogativa per chi aderisce a questo progetto.
Grazie appunto a questa caratteristica i birrifici agricoli sono da considerarsi un sottogruppo di nicchia rispetto ai birrifici di natura artigianale.
Un birrificio artigianale è denominato così perché rispetta determinati criteri di artigianalità con i quali la birra viene realizzata.
La norma di Legge più recente che regolamenta i birrifici artigianali cita testualmente:
“Birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza e la cui produzione annua non superi i 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di prodotto per conto terzi”.


La possibilità di poter curare ogni aspetto della propria produzione e al contempo utilizzare risorse provenienti dal proprio territorio costituisce un grande valore aggiunto.


La birra agricola che nasce sui colli Riminesi, Beha

Beha Brewing Company è il primo birrificio di natura agricola artigianale a filiera corta delle colline di Rimini.
Nasce cosi una birra autentica di grande qualità, non filtrata non pastorizzata, prodotta utilizzando solo materie prime di origine locale.


Grazie alla sapienza del nostro Mastro Birraio Stefano Occhi, otteniamo una birra genuina, equilibrata e naturale. Ci prendiamo cura di tutto il processo produttivo, dalla semina fino all'ultima goccia che finirà nel boccale.  Gli ingredienti di qualità uniti alla sua armonia e equilibrio saranno in grado di catturarti e farti scoprire nuove frontiere del gusto che non avresti nemmeno osato pensare prima.


Di seguito un breve video che illustra il processo produttivo di Beha.

La valorizzazione del territorio passa anche da un'agricoltura consapevole e sostenibile

L’idea della birra agricola con la sua auto-produzione è legata al concetto di filiera corta o a km zero.
È una presa di coscienza dell’agricoltore che ama il proprio territorio e vuole investire in esso, e così facendo aiuta il territorio stesso nella sua valorizzazione.

Norme che tutelano i piccoli agricoltori e che limitano i grandi gruppi industriali

Grazie alle vigenti norme si va così a impedire ai grandi gruppi industriali di denominare birra agricola prodotti di scarsa qualità.

Birra agricola, un settore in grande crescita

La forte espansione di tali categorie di birre è in fortissima crescita sul mercato e non sembra aver avvertito sentori di crisi. La qualità della produzione agricola e la continua ricerca alla genuinità anche in un periodo d'incertezza economica continuano a essere una prerogativa per il consumatore.
Non solo gli addetti del settore ma anche i consumatori sono più propensi a una maggiore ricerca di prodotti alternativi alla grande produzione di massa.
La rivoluzione brassicola è iniziata da qualche anno, non resta che rimanere alla finestra e accogliere tutte le nuove innovazioni con cui i produttori ci delizieranno.